Professori, chi ha ucciso Omero?

Dal “Corriere della Sera“, di Eva Cantarella.

Negli Stati Uniti un libro sulla cultura antica mette sotto accusa il mondo accademico. Colpevole di promuovere valori “anti – ellenici”. Professori, chi ha ucciso Omero? Chi ha ucciso Omero? Nonostante quel che il titolo puo’ far pensare, Who killed Homer? non e’ una spy story ambientata nell’antichità. È la pesantissima requisitoria di due classicisti contro i loro colleghi, accusati di aver ucciso, con Omero, l’intera cultura classica. L’argomento ovviamente non è nuovo: negli Stati Uniti, in particolare, se ne discute da quando, circa dieci anni or sono, un editoriale dell’American Journal of Philology dichiarava che non avrebbe più pubblicato articoli basati su “pure supposizioni”.

Dichiarazione singolare, in verità: che una delle più importanti riviste classiche intendesse pubblicare solo articoli scientifici non aveva bisogno di essere ribadito. A spiegarne le ragioni stava una annosa polemica, da quel momento diventata guerra aperta: quella degli studiosi più tradizionali contro i “modernisti”, termine con cui vengono indicati i classicisti che applicano al mondo antico metodi non ortodossi (ad esempio, quelli mutuati dalla critica poststrutturalista o dagli studi femministi). Ma la querelle coinvolgeva e coinvolge una diversa valutazione dei meriti e dei demeriti del mondo antico. Gli studiosi più tradizionali, infatti, convinti che i valori che vengono dalla Grecia e da Roma costituiscano il nucleo essenziale del sapere occidentale, mettono in evidenza il ruolo di queste culture nella nascita di concetti quali democrazia e libertà di pensiero. I “modernisti” invece, o quantomeno parte di essi, mettono spesso in risalto le colpe dei classici: aver glorificato l’eroe bianco bellicoso (Achille ne è ovviamente il prototipo); aver ritenuto naturale la schiavitù; aver praticato i sacrifici cruenti, anche umani, e via dicendo. E a partire da questi presupposti, usano metodi e colpiscono bersagli diversi: alcuni, oltre che con i greci, se la prendono con coloro che li hanno studiati, accusandoli di aver sempre (e pour cause) negato l’esistenza, alle spalle del mondo greco, di una antica, armoniosa cultura matriarcale; altri, avendo individuato nei classici la radice e il momento formativo della misoginia occidentale, ne propongono letture “aperte” (che a volte, in verità, ne stravolgono il senso); alcune femministe, con ardito approccio comparativista, hanno studiato le donne greche usando il modello delle “native Americans”, le donne indiane d’America. Ma al di là delle diverse posizioni, i modernisti, anche quelli più moderati, concordano su un punto: il metodo di studio tradizionale uccide i classici. E, sia detto per inciso, io credo che su questo punto abbiano non poche ragioni. Questo il quadro in cui si inserisce Who killed Homer?, i cui autori si discostano dalle vecchie polemiche, allargando il bersaglio e avanzando una nuova ipotesi: la crisi dei classici sarebbe da attribuire a una nuova generazione di classicisti (sostanzialmente, quella dei quarantenni, cui essi stessi appartengono). Questa generazione che rischia di distruggere l’insegnamento dei classici non solo e non tanto denigrando i greci, ai quali attribuiscono le colpe di cui sopra, quanto e soprattutto con l’approccio carrieristico alla loro professione: i nuovi accademici, infatti, si preoccupano esclusivamente dei loro avanzamenti di status, e trascurano l’insegnamento per dedicarsi a studi sofisticatissimi, che, presentati nei convegni che si susseguono per il mondo, assicurano possibilità di maggiori guadagni. In America infatti, come è ben noto, lo stipendio dei professori varia a seconda della loro fama. Così stando le cose, come salvare i classici? Hanson e Heath partono da lontano, e cioè dal deterioramento della società moderna, che valuta e premia solo il successo, misurato in danaro e visibilità sociale: la soluzione, dunque, non può venire che da una società che insegni valori alternativi, come quella classica. Solo i classici possono farci capire perché siamo occidentali, e solo la consapevolezza delle nostre radici può aiutarci a capire le altre culture. Si impone dunque un rinnovato insegnamento dei classici, impartito da docenti che non siano – come Hanson e Heath giudicano i loro colleghi – “anti – ellenici” nello spirito e nella pratica di vita. Occorrono docenti che posseggano le virtù dei greci, e che facciano capire agli americani che “pensare e agire come i greci potrebbe mettere un freno alla follia del mondo attuale”. Lo sconcerto del lettore è totale. Se è mai esistita un’etica del successo in qualche modo paragonabile a quella moderna è stata quella omerica, dove un eroe non “era”, ma “era detto” tale; dove una donna non “era”, ma “era detta” bella o virtuosa. Poche società come quella omerica possono essere definite società dell’immagine, in cui la reputazione veniva costruita dalla demou phemis, la voce popolare, e dove chi non aveva successo non esisteva. Al di là delle sue soluzioni, Chi ha ucciso Omero in qualche modo ci riguarda direttamente, in quanto viene a toccare problemi che anche noi, oggi, ci troviamo a dover affrontare. E il suo successo in America ci pone di fronte a una amara constatazione. Negli Stati Uniti la stampa dà grande rilievo al problema dei classici, denunciando con forza il pericolo rappresentato da una loro eventuale “morte”: in una cultura che ne ha raccolto l’eredità in modo assai più mediato, l’opinione pubblica sembra assai più sensibile a questi problemi di quanto non siamo noi, che di quella cultura siamo gli eredi diretti.

* Il libro: John Heath e Victor Davis Hanson, Who killed Homer. The Demise of Classical Education and the Recovery of Greek Wisdom, pubblicato da FreePress, New York, pagine 290, dollari 25.

(26 agosto 1998)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: