Salviamo il classico

Da “La Stampa“, di Paolo Fai*.

Uno spettro si aggira per l’Italia e ha il volto sinistro di una parola, «dimensionamento», parto di qualche pallido burocrate del MIUR, esperto nell’antilingua di calviniana memoria. Brutta in sé, ma più brutta per il male che arreca a tutte le città di piccola e media grandezza che punteggiano l’Italia. Il protervo diktat ministeriale impone che, se un istituto scolastico non raggiunge i 900 alunni, debba essere «accorpato» con un altro istituto, perdendo la sua autonomia. Il rischio è che perda anche il nome (Virgilio, Canova), acquisendo quello dell’istituto più numeroso e diventando così un’enclave minoritaria dentro realtà scolastiche diverse e concorrenti. Con tutta probabilità spariranno i Licei classici di Mantova (48.000 abitanti) e Treviso (83.000), di Matera e Viterbo. Come sarà cancellato, dal prossimo anno, il Liceo classico Tommaso Gargallo di Siracusa (123.000 abitanti) che, pur potendo contare su studenti dai paesi limitrofi, mai ha raggiunto, nella sua prestigiosa e lunga storia, cominciata lo stesso anno dell’Unità d’Italia, un numero così elevato di studenti.

Perché il liceo classico è stato sempre una scuola d’élite: intellettuale, non sociale, perché la natura è giusta dispensiera dei suoi doni e «non distingue l’un da l’altro ostello». Ora, invece, la spietata legge dei numeri e una miope politica della lesina, che hanno reso la scuola italiana, dalla materna all’Università, il fanalino di coda nel concerto europeo, si abbatte proprio su quel corso di studi che è da sempre considerato il luogo di formazione dell’eccellenza. Ben altro coraggio e intelligenza occorrono per capire che invece bisogna salvaguardare la specificità dei licei classici, se si vuole che le giovani generazioni acquisiscano gli strumenti critici idonei per vedere meglio «ciò che, aggirandoci nel presente, non sempre capiamo», per capire che «quella politicità latente e onnipresente [nella civiltà greca e ellenistico-romana] è una straordinaria sfida intellettuale, è il laboratorio privilegiato di ogni sapere critico… » (Luciano Canfora).

* 63 anni, già professore di Latino e Greco al Liceo classico Tommaso Gargallo, Siracusa

(05/03/13)

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