Un respiro eternamente vivo

Di Franco Manzoni, da “Il Corriere della Sera“.

Drammaturgia. Le opere teatrali greche andavano in scena durante le feste in onore di Dioniso Leggere i grandi testi dell’ antichità resta ancora oggi un passaggio cruciale nella formazione del cittadino.

Esiste una struttura ideologica, di pensiero politico e sociale, che riflette nei classici greci e latini la realtà ad essi contemporanea. Eternamente vivo è il loro respiro, prima e dopo di noi. Sono degli evergreen indistruttibili, poiché sanno conservare energie di segretezza ed invenzione in quella zona intermedia, crepuscolare, che mette in contatto gli dèi e gli uomini, sempre tenuti in comunicazione diretta tramite la funzione dell’ oracolo. Nell’ ascolto di una tragedia come Prometeo incatenato di Eschilo oppure di una commedia quale Le nuvole di Aristofane, subito ci si rende conto che offrono modelli di pensiero, a cui rifarsi, perché essi sono. E divengono ciò che sono secondo il canone di una varietà insofferente ad ogni legge precostituita. Ascoltare la musica interna nel significato del Simposio platonico, della Poetica di Aristotele o dell’ Antigone di Sofocle, vuol dire possedere la chiave per varcare la soglia della regione politica, erotica, spirituale nell’ intuizione del sapere. Leggerli, penetrarli, conoscerli almeno in traduzione resta un passaggio ineliminabile nella formazione di ogni uomo e cittadino. La discussione si sviluppa attraverso la costruzione di un linguaggio della verità e della menzogna, che è una necessità dell’ esistere, del verosimile e delle identità creative nelle molteplici forme, intuite come tentativo continuo di superamento dei limiti umani. In effetti il mondo greco costruisce e crea da sé, unendo scienza e filosofia, melodia e tragedia, riflessione e ritualità liberatorie, danza e storia. Va sottolineato come i greci, nella loro vastità e ricchezza generativa, potrebbero per assurdo bastare per l’ indagine della conoscenza nella loro «follia» concepita quale dono divino. Di sicuro gli autori latini non si distinsero tanto come creatori di opere scientifiche e filosofiche. In effetti risultano importanti proprio per aver trasmesso ai posteri vasti stralci del pensiero greco e di quel modo di intuire la vita. E sono scrittori quali Lucrezio, Cicerone, Seneca e altri ancora. In fondo tutto il mondo culturale di Roma si basa sul concetto di imitatio o di aemulatio , la rielaborazione artistica di originali greci. Si pensi a Plauto ed ai suoi intrecci, che si rifanno in particolare a Menandro, oppure a Virgilio, che prese a modello i diversi Omero. Osservando la storia dell’ Europa, non resta che sottolineare l’ identità linguistica del nostro continente, che ha utilizzato senza interruzioni la lingua latina fino al XIX secolo. E con il latino anche tutte le opere del pensiero greco. Tuttavia, per riuscire a focalizzare il senso etico dei classici è senza dubbio opportuno cercare di inserirli nel loro contesto storico. Non dimentichiamo che le opere teatrali greche andavano in scena durante le feste in onore di Dioniso. Alla fine, dopo aver fatto uso di droghe e vino, i cittadini ateniesi allestivano un’ orgia istituzionalizzata, dove giungevano a gioire della festività e a liberarsi attraverso furore estatico, euforia, possessione divina, molteplici accoppiamenti erotici. Per loro non esiste il peccato. E gli dèi spesso agiscono commettendo gesti persino peggiori di quelli umani contro la natura della legge. La democrazia ateniese mette sullo stesso piano i cittadini, liberi di fare politica, accudire il proprio cavallo ed esercitarsi con le armi, andare a teatro, rilassarsi ai bagni pubblici, tutto questo grazie allo sfruttamento degli schiavi. Né va dimenticato il fatto che la democrazia ad Atene è una società senza donne, che stanno segregate in una parte della casa celata agli ospiti, poiché considerate persone d’ inferiore natura, incapaci di comprendere i discorsi dei maschi. Pure a Sparta come a Tebe e nel resto della Grecia la donna è un oggetto per procreare, uno strumento per propagare la specie. Niente di più. Lo vediamo chiaramente nel Simposio di Platone, dove tutta la società greca si rispecchia: medici, filosofi, poeti discettano d’ Amore e dei principi del Bello. La sublimazione ad un’ ideale unione spirituale avviene attraverso il rifiuto della donna, incapace di offrire un amore in grado di educare e sublimare. Non resta che affidarsi ad una contemplazione omoerotica che, invece di produrre figli, genera arte, conoscenza, sapienza, leggi, amicizia. Non solo Platone, ma i classici in generale evidenziano che la sfera pubblica e quella privata non sono mondi del tutto separati. Anzi. Nel Simposio Alcibiade completamente ubriaco s’ introduce nel convito per descrivere Socrate come un satiro o un sileno, confessando di aver tentato di sedurre invano il maestro, quando era adolescente. Da ciò deducendo in forma di encomio che nessuno è simile a Socrate. Di contro nella commedia Le nuvole in modo dissacrante Aristofane colpisce Socrate come il bersaglio principale, come chi rovina i giovani con una pedagogia utopica, trasgressiva, priva degli antichi valori e fuori da ogni realismo quotidiano. Inoltre si pensi alla figura di Creonte nell’ Antigone di Sofocle. Quando il tiranno viene a conoscenza che la donna che deve mettere a morte, colpevole di aver violato la legge, è Antigone, la propria nipote e fidanzata di suo figlio, Creonte non cambia opinione. È costretto a condannarla: governare bene significa applicare la legge senza privilegiare nessuno. In Grecia vi era assoluta coerenza tra la vita privata e quella pubblica. Insegnamento che vale anche oggi. Proprio per questo un giovane dovrebbe cercare di approfondire la storia antica. Conoscere il passato è fondamentale per avere un presente e un possibile futuro. La lettura dei classici è uno degli strumenti più validi per conoscere ciò che è stato. Naturalmente l’ ideale sarebbe essere in grado di leggere i classici nella lingua originale, visto che la traduzione è per natura un tradimento. Ma anche la lettura dei classici in versione italiana permette di accedere ad un mondo dal quale altrimenti si rimarrebbe completamente esclusi.

(23 febbraio 2012)

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