Il certificato di latino che fa gola anche alle aziende

Di Alessandra Dal Monte, dal “Corriere della Sera

Test sperimentale nelle scuole superiori di Milano: un esame, come per l’inglese, che faccia curriculum all’università e nei colloqui di lavoro.

Il latino «certificato» come l’inglese, attraverso una prova di grammatica e di comprensione del testo. È successo a Milano, dove il Cusl (Consorzio universitario studi latini) insieme all’Ufficio scolastico provinciale e ai docenti di Lettere dell’Università Statale e Cattolica ha organizzato un test per oltre 400 studenti delle scuole superiori della provincia. Una prova gratuita a cui gli istituti si sono iscritti su base volontaria, e che al momento è solo sperimentale. Per ora la certificazione vale come titolo interno per i crediti della maturità nelle scuole che hanno inserito questa possibilità nel proprio regolamento. Ma l’obiettivo è estenderla a tutti gli istituti lombardi già dall’anno prossimo, in modo che la conoscenza del latino diventi a tutti gli effetti uno strumento per ottenere più crediti in vista dell’esame finale. E non solo: all’orizzonte c’è anche la possibilità che la «Certificazione linguistica latina» diventi un titolo per ottenere crediti universitari nei corsi di Lettere classiche.

«Siamo solo all’inizio, ma già molto soddisfatti – spiega Marco Ricucci, professore di greco e latino e membro del Cusl –. L’iniziativa è stata apprezzata dalle scuole: ci sono arrivate richieste di iscrizione da parte di diversi istituti anche esterni alla provincia di Milano. Significa che la certificazione ha suscitato curiosità, speriamo di poterla istituire per tutte le province lombarde il prossimo anno». Un modo per ravvivare l’interesse per il latino in un momento di crisi dei licei classici? «Sì, certo, l’operazione va in questa direzione – spiega il professor Ricucci – Ma non si tratta solo di immagine. Studiare il latino è una grande risorsa per i ragazzi, perché fornisce ottime basi di grammatica spendibili anche per imparare le lingue straniere moderne. Poi il latino insegna a ragionare in modo logico, quello che oggi nel mondo del lavoro si chiama “problem solving”». Insomma, si può dire che faccia curriculum, anche agli occhi delle aziende? «Assolutamente sì – replica il docente – un certificato di latino può sicuramente incuriosire un datore di lavoro, proprio perché è risaputo che lo studio delle lingue classiche fornisca un’ottima base per apprendere qualsiasi altra cosa». La «Certificazione linguistica latina» non è anacronistica, dunque.

«Tutt’altro – continua Ricucci – Intanto perché la prova riguarda solo grammatica e comprensione scritta del testo. Nessuno chiede ai ragazzi di parlare o ascoltare il latino, questi sì sarebbe assurdo: è una lingua morta e non va trattata come viva. Ma impararla bene dal punto di vista grammaticale è molto importante. Basti pensare che il governo inglese ha deciso di cominciare a insegnare latino e greco ai bambini delle elementari tra i 7 e gli 11 anni (la sperimentazione dovrebbe partire il prossimo anno, ndr) per migliorare le loro conoscenze sintattiche. Questo a dimostrazione di quanto sia attuale il dibattito sull’utilità delle lingue antiche. E in generale anche in altri Paesi europei in cui il latino non si studia più alle superiori le università chiedono agli studenti di Lettere classiche di prepararsi per ottenere una certificazione di latino. Se noi in Italia riusciamo a fornirla ai nostri ragazzi già alle superiori, li mettiamo in una condizione di vantaggio».

(16 maggio 2014)

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