Turismo in Sardegna

Nelle ultime settimane ci sono stati molti interventi online sul turismo in Sardegna. Le posizioni espresse sono varie tra critici e difensori. Sebbene io non sia un esperto di turismo, viaggio spesso e sono un sardo e sento di poter dire qualcosa al riguardo. Per chiarezza dividerò il mio intervento in punti.

  1. Mentalità. Chi dice “se non apprezzate, tornatevene a casa” non ha capito nulla di come funziona il turismo. Certamente ci saranno degli idioti che vorrebbero costruire bar, ristoranti, locali di ogni sorta nei più bei luoghi di mare della nostra isola e questi certamente possono essere gentilmente ignorati. Tutti gli altri però vanno ascoltati quando criticano. Certo fa male, ma magari hanno le loro ragioni per criticare e nei prossimi punti proverò a mostrare quali. Quindi il primo passo è rilassarsi, prendere un bel respiro e ascoltare chi viene in Sardegna. Magari dirà una cosa giusta e due sbagliate, ma il compito di chi vorrebbe che il turismo fosse UNA (non l’unica) risorsa importante per la nostra terra è riuscire a selezionare le cose giuste dalle altre e metterle in pratica. Chiudersi a riccio non serve a nulla, perché negando che esista un problema non facciamo sì che il problema scompaia. Il punto è: la Sardegna sfrutta adeguatamente il settore turistico? Se rispondete sì, potete anche evitare di leggere il resto, se siete per il no, sarei curioso di sapere quali sono le vostre proposte al riguardo. Queste che seguono sono solo alcune considerazioni. Il problema è ovviamente più complesso.
  2. Internet. C’è oggettivamente un problema. Dire che il/i comune/i xy ha messo il wifi gratis in piazza/via/località xy non serve a nulla. Quello di cui ci si lamenta è la presenza di internet diffuso in bar, ristoranti, b&b, case vacanze in affitto ecc. cioè nel settore privato. Fare gli snob e dire che la vacanza è bella perché si stacca da internet, significa imporre la propria visione di vacanza agli altri. Se uno vuole usare facebook per mettere le faccine ai post degli amici che si beano delle nuove faccine di facebook è suo diritto farlo e se glielo impedisci magari, e dico magari, gli girano, visto che l’anno prima era stato a Creta, bellissima isola, e il problema non c’era stato. Internet è come l’acqua corrette ormai. Magari non ve ne rendete conto ma chi viaggia usa internet per mille e più ragioni: cercare gli orari dei bus e magari prenotarli online ove possibile (risate all’ARST), guardare su tripadvisor dove andare a mangiare, scaricarsi le mappe/guide se si vuole visitare un centro storico, controllare i percorsi a piedi per andare nella spiaggia xy e così via. Certo che si può fare a meno di internet, ma allo stesso modo possiamo fare a meno dell’aereo. Una cosa è se te lo impongono, una cosa è se lo scegli tu. Il problema di internet in Sardegna è reale e non riguarda solo i turisti, ma i sardi per primi. Sarebbe bene fare pressione sui propri rappresentanti in regione visto che nel resto d’Europa la presenza di internet veloce è considerata una risorsa per lo sviluppo economico e culturale. Non dico di arrivare come a Monaco di Baviera con 100 mbit/s, ma almeno un 25? Ne gioveremmo tutti.
  3. Bancomat. La gente prima di lamentarsi di non avere un bancomat dove ritirare, si lamenta di non poter pagare con direttamente con il bancomat. Credeteci o meno, ma il mondo sta andando verso la progressiva scomparsa del contante, esattamente come in passato si è passati dalle monete di metallo prezioso alle banconote che potevano essere scambiate con oro e poi da queste alle banconote attuali. Sempre più persone vogliono poter pagare anche due euro con la carta e se si lamentano che molti bar o locali glielo impediscono mettendo soglie minime, lamentandosi o non avendo proprio la possibilità, la cosa si fa problematica. Voi potete dire che non è vero o che non è importante, ma questa gente riporterà a casa la propria esperienza ad amici e parenti e alla fine la cosa può diventare un problema. Ok, certo, alla lunga questa situazione scomparirà trascinata via dal progresso, però che senso ha fare resistenza?
  4. Prezzo. La Sardegna è cara. Sì è cara ed è cara per due ragioni. La prima è la legge del mercato. Se c’è molta richiesta e poca offerta, il prezzo sale. Questo è inevitabile e “va bene così”. Se non sei in grado di pagare così tanto c’è poco da fare nel breve periodo. Io non vado in Svizzera se non posso permettermi il soggiorno. Tuttavia c’è anche una seconda causa ed è il fatto che i collegamenti sono mediamente più costosi rispetto a quelli di altre isole del Mediterraneo. Alla base ci sono ragioni note e che vanno rintracciate in ambito politico e a volte giudiziario. Sorvoliamo perché il discorso è lungo. Inoltre sempre sul lato negativo del fatto che la Sardegna sia cara, bisogna sottolineare che una parte di chi “campa” di turismo, vuole “campare” solo di turismo balneare, cioè guadagnare in 3 mesi se va bene abbastanza per viverne 12. Niente di male se ci riesci, ma come sistema turistico mi sembra un po’ poco. Questo ci porta al prossimo punto e cioè il potenziamento dell’offerta.
  5. Offerta. Bisogna puntare a far sì che anche l’interno sia visitato, che ci sia un turismo di appassionati di trekking, bici, arrampicate, oltre alla cultura, monumenti d’arte, centri storici, settore enogastronomico ecc. L’Altoadige ci riesce (ok ha le cime innevate ed è vicino alla Germania) e così anche Maiorca (che pur essendo meno della metà della Sardegna ha dieci volte i suoi turisti). Qui non bisogna aspettare l’intervento della regione, ma mettersi da soli ad imparare le lingue e a proporre ai propri ospiti opuscoli con i vari percorsi di visita ecc. Vi sorprenderà scoprire quanto poco sappiano della Sardegna chi non ci vive. Fategliela scoprire. Certamente ci sarà il tipo che vuole stare 14 giorni in spiaggia, 10 ore al giorno, ma molti non sono così, molti preferiscono alternare e sono disposti a spostarsi se fossero indirizzati. Serve un marketing della Sardegna e serve che a farlo siano quelli che nel settore turistico investono. Magari questo aumentare l’offerta produrrà anche un abbassamento dei prezzi. Perché la gente va a fare il Cammino di Santiago di Compostela? Sicuramente perché sono bellissimi posti oltre all’aspetto religioso; ma perché è famoso anche in Italia e nessuno va a fare invece la via francigena? Perché dietro c’è stata una riuscita operazione di marketing, mista ad una gran cura dell’offerta, visto che tutto è ben organizzato in loco. Ecco, anche in Sardegna c’erano vie dei pellegrini e se visitate le bellissime chiese romaniche del nord dell’Isola troverete anche i simboli che lasciavano graffiando i muri. Perché non rivalutare un percorso del genere? Questa è solo un’idea, magari pure stupida, ma ce ne sono migliaia di idee possibili. Ovvio che una cosa è sparare l’idea, un’altra è metterla in pratica e prendersi il rischio imprenditoriale che la cosa non abbia successo.

Spero che sia chiaro che la mia vuole essere solo una riflessione come tante altre. Amo la Sardegna che ho girato in lungo e in largo, amo le coste, così come le montagne, i percorsi naturalistici, i piatti tipici, le chiese romaniche, l’archeologia ecc. Credo anche che molto sia stato fatto e che sia sbagliato dire che la regione è ferma agli anni ’80. Tuttavia è vero che molto altro resta da fare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: